Imbobinare il mulinello senza far girare il filo: guida passo passo

Quando imbobinare il mulinello senza far girare il filo
La risposta breve: ogni volta che monti un filo nuovo sul mulinello da pesca, specie con monofilo (il classico nylon). Anche se molti imbobinano come capita, facendo ruotare la bobina del filo su un asse, il rischio è di caricare torsioni e far nascere subito problemi come parrucche (matasse che saltano fuori) e intrecci. Fare attenzione a come entra il filo è uno dei gesti che aiuta subito, sia che usi un mulinello nuovo sia uno appena svuotato per cambiare tipo o diametro di filo.
La situazione tipica è questa: hai il mulinello vuoto (appena comprato o appena pulito), hai deciso quale filo usare (per capire quando serve trecciato o nylon vedi anche l’articolo Trecciato o nylon: quale filo per quale pesca), vuoi caricare la bobina senza già partire con il filo “stanco” o attorcigliato. In questa guida trovi spiegato come fare, sia che lavori da solo sia con una mano in più. Questo vale su tutti i tipi di mulinelli a bobina fissa, cioè la quasi totalità di quelli venduti per canna da spinning, bolognese, surfcasting e uso generico. I mulinelli a bobina rotante (classici dei mulinelli da casting e traina) hanno regole un po’ diverse.
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Cosa serve per imbobinare senza far girare il filo
- Il mulinello da imbobinare, montato su una canna o tenuto ben fermo.
- La bobina del filo che hai acquistato (monofilo o trecciato; il metodo principale interessa molto il monofilo).
- Un panno o fazzoletto pulito per non scottarti le dita e tenere il filo pulito.
- Una persona che aiuti (opzionale, ma semplifica tutto), oppure un fermo casalingo per la bobina di filo (possono bastare due sedie o un contenitore).
- Forbici taglienti.
Non serve nessun macchinario o kit costoso: il metodo “casalingo” funziona ed è quello più semplice da imparare.
Come imbobinare: i passaggi in ordine
- Scegli dove lavorare. Appoggia la canna con il mulinello o metti il mulinello in modo che resti stabile, con la manovella rivolta verso di te.
- Fissa la bobina del filo. La bobina va messa sul pavimento, con l’etichetta rivolta verso l’alto o verso il basso a seconda del senso di avvolgimento (fra poco lo verifichi). Non deve ruotare sull’asse: la bobina deve potersi “srotolare”, non girare come una ruota.
- Fai passare il filo nei passanti. Porta il capo del filo attraverso tutti gli anelli della canna (se la usi) partendo dalla punta. Questo rende il caricamento più controllato e simile a un uso reale.
- Fissa il filo alla bobina del mulinello. Usa un nodo semplice come il nodo arbor, facendo almeno due giri attorno alla bobina prima di legarlo. Per la spiegazione vedi anche l’articolo Attrezzatura usata: cosa controllare prima di comprarla, c’è una sezione sui nodi di partenza.
- Tieni il filo in lieve tensione. Afferra il filo con un panno o fra indice e pollice, a qualche centimetro davanti al mulinello. La tensione serve a caricare bene, evitando fili molli che poi fanno pieghe.
- Inizia a imbobinare piano, con la manovella. Gira lentamente la manovella recuperando filo. Chi aiuta può tenere la bobina del filo in posizione, senza farla ruotare sull’asse ma consentendo che il filo “scenda” a spirale (come da una bobina di cucito). Il filo deve entrare nella bobina del mulinello seguendo lo stesso verso in cui uscirà quando userai il mulinello.
- Dopo venti/trenta giri, controlla se il filo si attorciglia. Fai qualche giro e lascia il filo libero. Se vedi che si attorciglia o fa “molle” subito fuori dal mulinello, stai caricando dal lato sbagliato: capovolgi la bobina del filo e riprova. Questo passaggio evita di caricare torsioni inutili già all’inizio.
- Continua a imbobinare mantenendo la tensione. Vai avanti fino a riempire la bobina del mulinello quasi fino al bordo (ma senza superare il bordo esterno, lasciane almeno un millimetro). Un riempimento troppo scarso o troppo abbondante sono cause frequenti di problemi come parrucche e lanci corti.
- Ferma il filo e taglia. Quando hai finito, taglia il filo lasciando una decina di centimetri per fissare un elastico o un fermo, in modo che il filo non scolli dalla bobina durante il trasporto.
Varianti del metodo: bobina che ruota e bobina che “spende”
La tecnica spiegata sopra – tenere ferma la bobina del filo così che il filo “scenda” a spirale – è quella comunemente consigliata per il monofilo (nylon) e funziona bene sulla maggior parte dei mulinelli a bobina fissa. Se usi il trecciato (un filo intrecciato che non ha memoria come il nylon), molti preferiscono invece infilare un oggetto (come una matita) nel foro della bobina e farla ruotare su quell’asse mentre si recupera. In questo caso, però, la tensione va tenuta ancora più alta perché il trecciato tende a “scivolare” e a tagliarsi se lascia spazi nella bobina. Sempre meglio leggere le indicazioni del produttore del trecciato e fare una decina di giri iniziali con un poco di monofilo come “fondo”, specie su bobine in alluminio liscio.
Se sei rimasto con un solo paio di mani e non puoi far fermare la bobina del filo senza che si muova, puoi sfruttare un contenitore abbastanza largo (come una scatola da scarpe) per “imprigionare” la bobina, posandola in modo che stia in piedi e non rotoli via: il filo si srotolerà comunque il più diritto possibile.
Perché imbobinare così: i problemi della torsione
Molti pescatori frettolosi mettono la bobina del filo davanti al mulinello, infilano una penna al centro e la fanno ruotare come fosse una ruota da bicicletta, ma questo spesso carica il filo con torsioni che – appena tiri – si trasformano in “parrucche”. Il nylon, soprattutto quello più sottile, ha memoria meccanica: se fai entrare il filo già “girato” male, la memoria resta e ti ritrovi con un filo che esce dalla bobina in matasse, si annoda nei lanci o fa asole a ripetizione. Seguire la tecnica della bobina “spesa” di lato, invece che ruotata, asseconda il modo in cui il nylon è avvolto di fabbrica e riduce il rischio di problemi sia in pesca che durante il trasporto.
Allo stesso modo, un filo caricato senza sufficiente tensione, oppure troppo o troppo poco, ti fa rischiare asole, ritorni e lanci più corti. Meglio fermarsi ogni tanto e controllare.
Come si capisce che il filo è imbobinato bene?
- Non vedi asole o “molle” fuori dalla bobina: tira il filo con una decina di metri liberi vedendo che resta steso e diritto.
- Il filo si stende senza fare spirali, né subito in uscita né in acqua se provi un lancio corto.
- La bobina del mulinello non è riempita fino all’orlo (lascia sempre un piccolo bordo), ma nemmeno troppo poco, altrimenti perdi distanza nel lancio.
- Quando mandi fuori qualche giro di filo, se lo lasci ricadere, non vedi “riccioli” che girano su sé stessi.
Cosa fare se qualcosa non va
Se imbobinando ti accorgi che il filo si attorciglia, si arrotola su sé stesso o fa nodi appena esce dalla bobina del mulinello, interrompi e controlla che il senso di uscita del filo dalla bobina shopper sia corretto. Capovolgi la bobina, rimetti il capo del filo e riparti. Meglio accorgersene subito che dover rifare tutto quando hai già caricato cento metri.
Se ormai hai caricato tutto il filo e, lanciando, ti ritrovi con “parrucche”, asole o matassine che saltano fuori da sole, la soluzione è svuotare la bobina del mulinello. Puoi far passare il filo in una busta della spesa o su una bobina vuota aiutandoti con una spoletta. Rincomincia seguendo la procedura giusta.
Un’altra situazione frequente, specie con trecciato, è il “taglio” del filo nel sottofondo della bobina. Se succede, è perché hai caricato troppo allentato o senza un primo strato di monofilo: svuota e ricomincia mettendo dai dieci ai venti metri di nylon come base.
Se invece hai riempito troppo poco e la bobina è visibilmente vuota (mezza piena), rischi di perdere molti metri sul lancio e di creare asole quando ricarichi. Puoi aggiungere altro filo, ma se hai usato nodi troppo ingombranti rischi che facciano spessore.
Consigli prima di imbobinare: scegliere filo, mulinello e mantenere l’attrezzatura
Prima di caricare il filo, valuta bene quanto filo serve. Le bobine dei mulinelli hanno sempre una capienza consigliata (ad esempio, quanti metri di filo da 0,30 mm possono ospitare), ma non riempirle oltre. Prima della prima imbobinatura leggi anche l’etichetta della tua bobina di filo, alcuni marchi specificano già il senso “giusto” di srotolamento.
Se hai dubbi sulla taglia del mulinello o sulla scelta del filo rispetto alla pesca che vuoi fare, vale la pena dare un’occhiata agli articoli Mulinello: come si legge la taglia e cosa cambia davvero e Trecciato o nylon: quale filo per quale pesca.
Infine, se hai comprato una bobina di filo usata da tempo, controlla che non sia scolorita, secca o screpolata: un nylon vecchio si spezza di più e “memorizza” la forma in modo irreversibile. Meglio investire in filo nuovo piuttosto che rischiare una rottura quando il pesce c’è.
Domande frequenti e altri casi particolari
- Serve imbobinare in modo diverso per surfcasting, spinning o bolognese?
Le regole generali restano identiche, ma ci sono piccole differenze su quanto “pieno” lasciare un mulinello e su che tensione tenere in carica. Per surfcasting, carica in modo che resti il bordo minimo consigliato dal costruttore della bobina (più filo = lanci più lunghi, ma attento alle parrucche). Nello spinning prestare attenzione alla tensione e alla “distribuzione”: qualche modello di bobina richiede un po’ più di pienezza vicino alla base. Il concetto base però non cambia: niente torsione in partenza, tensione regolare, controllo dopo venti/trenta giri. - Quanto serve stringere il filo durante l’imbobinatura?
Il filo deve venire teso, ma non esasperato: se lo tiri al massimo rischi di “scavare” sotto quello già steso. Tendilo in modo che non resti lasco e non faccia anelli, ma senza tirare da spezzarlo. - Posso usare strumenti commerciali per imbobinare?
Sì, esistono supporti da tavolo che mantengono la bobina in asse e con tensione regolabile. Sono pratici se imbobini spesso e vuoi massimo controllo, ma per la pesca saltuaria (e per la stragrande maggioranza degli imbobinamenti “casalinghi”) una persona in più e un fascio di tensione costante sono più che sufficienti. - Perché è meglio imbobinare la sera prima e non il mattino stesso?
Perché così il filo “riposa” e prende la forma della bobina del mulinello. Se appena imbobinato lanci subito, il filo deve adattarsi tutta insieme alle nuove spire: lasciar riposare una notte riduce il rischio di parrucche.
In sintesi
Imbobinare il mulinello senza far girare il filo su sé stesso è semplice ma fa la differenza ogni volta che cambi il recupero (trascina) o provi una pesca nuova. Segui i passaggi in ordine, accendi qualche minuto in più alla preparazione e ti risparmi molti problemi in pesca. Le “parrucche” si evitano più facilmente con dieci minuti al tavolo prima di uscire che con mille trucchi sotto il molo.




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